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Almalu


Diario


17 giugno 2007

Una crepa a inizio estate

Sto per lasciare l’Ufficio Complicazione Affari Semplici. Molti penseranno che finalmente ho trovato di meglio. Non è così. È che apparentemente sono come Biancaneve, pare. Ma nella bocca nascondo una lingua biforcuta, che la mela l’avrebbe fatta marcire. E così 9 volte su 10 abbozzo. La decima faccio paura. Ed è più facile mandarmi via che starmi a spiegare. Ma il mio dente velenoso alla fine di tutto lo ringrazio, ché mi ha tolto la pigrizia. E mi ha regalato una lunga estate di vacanza. Dopo il primo momento passato a chiedermi se fossi io quella che aveva qualcosa che non andava, un regalo delle amiche (Lavorare con te mi sta uccidendo) e giorni di pensieri e curricula inviati, adesso non ho un lavoro, ma ho ritrovato una cosa che avevo perso: un filo di serenità al mattino quando mi alzo.

“In a world of make-believe
Talks a lot, but can't you see
It means more to you than me
Than me

Think before you speculate
Take the fear that you create
Don't assume we're so afraid of them

And you say
Na na na na...
Na na na na...

If you stop and disappear
Doesn't sound I watch you here
When dreaming takes you when you want to be
Don't follow the status quo
Picture where you'd like to go
Take your time but always know you're there

[…]”




permalink | inviato da Almalu il 17/6/2007 alle 19:39 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
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17.02.2007






Un'arancia sul tavolo
Il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto, tu
Dolce dono del presente
Frescura della notte
Calore della mia vita.


J. Prévert



Quelli che mi
lasciano
proprio senza fiato
sono i libri che quando
li hai finiti di leggere
e tutto quel che segue
vorresti che l'autore fosse
un tuo amico per la pelle
e poterlo chiamare al
telefono tutte le volte
che ti gira.

J.D. Salinger




Chiudo il tuo libro,

snodo le mie trecce,

o cuor selvaggio,

musico cuore… 

con la tua vita intera

sei nei miei canti

come un addio a me. 

Smarrivamo gli occhi negli stessi cieli,

meravigliati e violenti con stesso ritmo andavamo, 

liberi singhiozzando, senza mai vederci,

né mai saperci, con notturni occhi. 

Or nei tuoi canti

la tua vita intera

è come un addio a me. 

Cuor selvaggio,

musico cuore,

chiudo il tuo libro,
le mie trecce snodo.
 
(Sibilla Aleramo)





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